Breve riassunto del pensiero politico di Jean-Paul Marat.

Dopo accurate ricerche del gruppo di ricerca storica Pôlenordgroup, presieduto da Charlotte Goêtz-Nothomb, la quale ha dedicato più di trent'anni della sua vita alla ricerca e alla pubblicazione delle opere di questo straordinario personaggio della Rivoluzione Francese, molto poco conosciuto. Vorrei dire prima di tutto che Marat non aveva nulla a che fare con il "mostro" fabbricato dai Girondini, dai partigiani del Generale La Fayette, di Roland, di Necker e di Dumouriez. Marat è un personaggio molto complesso e sopratutto scomodo. Marat ha sempre rivelato i giochetti e le manovre della Gironda e della Corona, ha sempre aiutato i più poveri, difeso le donne, e ha lottato contro i mariti violenti, ha cercaro sempre di donare il suo surplus a chi aveva bisogno, difeso gli oppressi e condannato gli oppressori. Sopratutto al contrario di altri uomini non era affatto un corrotto, è morto povero a differenza dei suoi colleghi. è lui che ha partecipato alla Marcia su Versailles insieme alle donne del popolo. é lui che aveva previsto il tradimento imminente di La Fayette e quella di Luigi XVI. Convinto (a ragione) che dei traditori si nascondessero all'interno del governo dato che il paese è stato invaso, prese le prime misure radicali, ma NON HA MAI PARTECIPATO E NÈ INCORAGGIATO i massacri di settembre. Questo giornalista salvò la vita di Théroigne de Méricourt, schiaffeggiata e colpita pubblicamente da un gruppo di donne del popolo (e poi si dice che lui amava la violenza...). Marat lasciò il ramo della sinistra della Montagna, ed ha SEMPRE CONDANNATO le idée estremiste di Hébert e sopratutto di Roux e Leclerc i quali alla morte di Marat, si presentarono al popolo come i suoi "ereditieri" per ingannare il popolo, applicare il carnaggio in suo nome per infangarlo e per far trionfare la menzogna girondina come l'aveva denunciato sua moglie Simonne Evrard l'8 agosto 1793 alla tribuna della Convenzione. Jean-Paul Era anche un "pedagogista", voleva che il popolo crescesse, e che fosse più intelligente e più cosciente della sua importanza. Per lui il popolo deve essere cosciente del fatto che sia lui, il protagonista della Storia e non il re. Considerava che bisognava rispondere alla violenza con degli atti decisivi. Ma lui prima di tutto era un medico, era li per curare le persone e non per farle morire.

D'altronde, si oppose all'esecuzione di Luigi XVI, che avrebbe potuto essere un buon padre per il popolo, ma che era secondo lui, mal circondato, notamente da sua moglie Maria Antonietta, l'Austriaca. Marat non era contro la monarchia, poiché per lui, qualsiasi regime, anche una repubblica, può rivoltarsi contro il popolo.

Come ultima cosa vorrei dire al popolo francese che non dovrebbe mai dimenticare che uno scrittore e medico si è battuto per la sua libertà e per i suoi diritti fino alla morte. malgrato la malattia, le paure, e al rinunciamento di una vita paciosa.

Le frasi più belle dell' Amico del Popolo.

- "Il mio senso morale è stato già messo a punto dall'età di otto anni. Anche allora, non potevo sopportare di vedere i cattivi maltrattamenti praticati su un altro, la vista della crudeltà mi riempì d'indignazione, e un'ingiustizia fatta mi fa sempre bollire il sangue come un oltraggio personale"-

- Saremo giustizieri ben oltre la nostra morte, poiché l'uomo giusto non muore mai!
Noi sopravviveremo nella coscienza collettiva dei nostri concittadini, per sempre!

- "Mi hanno forzato di cercare un asilo nelle viscere della terra, e in questo asilo sotterraneo che faccio la guerra ai nemici della patria; è con i ferri ai piedi e alle mani, e con la testa sul ciocco che scrivo sanze esitazione contro gli agenti del despotismo e per la salute del popolo, di questo povero popolo sempre vilipendiato, schiacciato, disprezzato da coloro che lo sacchegiano e l'opprimono, di questo povero popolo, languito di miseria, che muore di fame e che non ha altro che delle lacrime da versare ai suoi difensori."

- "La paura non può nulla sulla mia anima, Io mi devoto alla patria e sono pronto a versare per lei tutto il mio sangue."

Prima di concludere vorrei ringraziare Charlotte Nothomb per il suo duro lavoro, e per avermi permesso, di lavorare e di far conoscere a tutti questo grande uomo.

Stefania Di Pasquale